Palazzo Roncas
Lavori in corso in uno storico palazzo nel cuore di Aosta.
Palazzo Roncas
Veduta esterna
Palazzo Roncas
Cortile interno

La storia

di Palazzo Roncas

Il Palatium baronis Roncas compare nell’incisione raffigurante la città di Aosta nel Theatrum Sabaudiae del 1682, quale importante monumento cittadino al pari dell’Arco di Augusto e del teatro romano.

Effettivamente si tratta di un edificio unico nel panorama aostano, esempio puntuale del palazzo nobiliare tardorinascimentale, fatto costruire all’inizio del Seicento per volere di Pierre-Léonard Roncas, barone di Châtel-Argent nonché influente segretario di Stato del duca di Savoia Carlo Emanuele I.

Un edificio regolare e simmetrico dotato di un corpo principale a pianta quadrangolare con corte centrale e di un accesso principale, rivolto verso l’attuale Piazza Roncas, voltato a botte ed affrescato con fastose e vivaci decorazioni a grottesca di gusto manieristico popolate da divinità, simboli, miti e animali. Tra le decorazioni si contano circa 2000 figure e numerosi motti in latino, italiano e spagnolo; tra i più curiosi: “Maiora supersunt”, “Pur che ne godan gli occhi ardan le piume”, “Ni matarme ni spantarme”.

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L’ingresso è abbellito dal prestigioso pavimento con motivi romboidali in marmo bianco inquadrati da pietra grigia. Il marmo bardiglio impreziosisce gli scalini del monumentale scalone che porta al loggiato, le colonne e tutti gli elementi sporgenti del palazzo.

L’imponente e sobria facciata del palazzo, rivolta verso l’omonima piazza, è caratterizzata da cornici marcapiano in bardiglio che terminano con spigoli bugnati regolari che incorniciano i tre ordini di finestre ed i portoni.

La famiglia Roncas non lasciò eredi diretti e a partire dalla fine del XVII secolo la nobile dimora, dopo svariate vicissitudini, divenne sede di diverse istituzioni finché all’inizio del Novecento divenne sede del Comando dell’Arma dei Carabinieri, ragione per cui gli arredi interni risalgono agli anni Settanta.

Curiosità

Recenti indagini preliminari promossi dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione Autonoma della Valle d’Aosta hanno permesso di approfondire il grado di conoscenza sulle vicende edilizie che hanno interessato questo prestigioso immobile seicentesco.

Con l’ausilio di fonti stratigrafiche ed archeologiche, fonti documentarie e fonti archivistiche si è stabilita l’esistenza di almeno 6 corpi di fabbrica indipendenti: il corpo N-S prospicente Piazza Roncas, il corpo quadrangolare a S-E, il corpo meridionale orientato E-O, il bastione quadrangolare a S-O, il corpo occidentale compreso tra le due torri cilindriche e il corpo settentrionale delimitato a N dalla via Carabel.

Dalle analisi dendrocronologiche effettuate il corpo orientale risulta essere seicentesco ad eccezione del tetto che nella sua forma attuale è inquadrabile nella seconda metà del XVIII, frutto di un probabile restauro compiuto tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento.

Il corpo di fabbrica settentrionale sembra essere preesistente al palazzo e risulta essere uno dei più antichi dell’intero complesso che viene ristrutturato successivamente alla sua edificazione per l’inserimento dello scalone monumentale e del loggiato.

Il corpo occidentale dotato di torri cilindriche laterali fungeva da quinta scenografica ai giardini di cui oggi resta solo una piccola porzione.

Le analisi dendrocronologiche effettuate nel sottotetto di questo corpo di fabbrica rimandano ad un orizzonte cronologico compreso tra la seconda metà del Seicento e l’inizio del Settecento. Risulta verosimile ritenere che in questo arco temporale il palazzo abbia subito ristrutturazioni a causa del cambio di destinazione d’uso dell’immobile da residenza nobiliare a sede del Balivato e della Prefettura di Aosta.

Il fabbricato meridionale, insieme a quello settentrionale, risulta essere uno dei più antichi dell’intero palazzo. Dalle analisi dei legni del sottotetto si evince che la copertura insieme alle decorazioni architettoniche erano già rifinite nella loro forma attuale all’inizio del Seicento.

L’analisi stratigrafica dei piani biassi dell’edificio sud-orientale ha permesso di stabilire che si tratta di un corpo a sé stante rispetto agli altri. La vicenda edilizia di questo corpo non è del tutto chiara anche se dall’analisi della carpenteria, dei solai e del sottotetto permette di datarlo alla seconda metà del Seicento.

Il fabbricato sud-occidentale sembra essere posteriore rispetto agli altri corpi strutturali del palazzo anche se alcuni elementi sembrano suggerire l’esistenza di un complesso preesistente in questo punto.

Dunque il corpo orientale è con certezza la costruzione ex-novo voluta da Pierre Léonard Roncas all’inizio del Seicento, mentre sono precedenti a questa costruzione i restanti corpi di fabbrica che subiscono modellamenti e ridefinizioni estetiche con l’intervento seicentesco.

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